giovedì 4 dicembre 2014

Mondo olistico e mondo spirituale: contaminazioni, realtà e bugie


Il titolo di questo articolo andrebbe forse riscritto così: "Mondo olistico e mondo spirituale: contaminazioni, (dure) realtà e (facili) bugie".

Non è mia intenzione fare qui un elenco meccanico delle tante pratiche che dall'ambito spirituale sono poi andate in prestito al mondo olistico (e così dunque spesso "sdoganate" al grande pubblico di potenziali studenti e clienti), a volte cambiando nome e prendendo una veste più simil scientifica.
Non si può dimenticare infatti che l'approccio olistico alla persona prende in considerazione tutto il ventaglio di elementi che contribuiscono al benessere psico-fisico della persona, non badando solo al dettaglio del problema o malore fisico, ma ampliando lo sguardo a tutto il complesso delle energie in campo, dunque anche all'aspetto spirituale.





Alcune discipline olistiche che mantengono saldo un legame con le pratiche spirituali originarie e dove anzi la componente spirituale risulta essenziale (come per esempio lo sciamanesimo), sono un po' di confine, ma il rivolgersi ad un operatore che offra sessioni individuali di queste discipline non significa dover condividere il suo universo di credenze: sarà l'operatore, all'interno delle sue credenze e tradizioni, a fare da canale per operare in modo da risolvere il problema che il cliente gli pone. Del resto, preme specificare, che pratica spirituale non equivale a dire "religione".

Questa digressione sul labile confine tra campo olistico e campo spirituale si è resa necessaria per poter introdurre ora l'argomento alla base del presente articolo. Spesso un cliente che si rivolge ad un operatore per ricevere supporto per un problema da risolvere non ha particolari conoscenze in ambito olistico ed ancor meno in campo spirituale.
Quando dunque ci si trova davanti a nomi di terapie/interventi vari che riprendano entità elfiche, fatate, atlantidee, divinità e via dicendo, la fiducia nell'operatore che le proponga dovrebbe un attimo vacillare. Questo non significa affatto che in alcuni ambiti spirituali queste non siano entità con una loro presenza e coerenza, ma non stiamo più parlando di ambito olistico puro, ma di una forte contaminazione all'interno della quale la serietà lascia a desiderare.

Questo articolo, lo dichiaro senza problemi, nasce dal fatto che negli ultimi mesi si sia notato un movimento di importanti dimensioni in campo olistico/spirituale che ha visto emergere quasi dal nulla una lunga serie di operatori di varie discipline, alcune non del tutto chiare o definite, che intrecciano vari ambiti, che offrono metodi e altre pratiche/terapie magari inventati da loro, sconfinando a volte in ambiti delicatissimi come l'ipnosi (per sottostare la quale si deve essere seguiti di persona da un terapeuta e per praticare la quale è necessario essere uno psicoterapeuta abilitato). 
Molto diffuse sono le multicolori versioni del Reiki, da quelle di stampo epico a quelle stile "peace & love", Reiki del quale esiste in realtà un solo metodo ovvero l'Usui: il resto è come "voler aprire un rubinetto già aperto" (cit. del mio Master Reiki).

Di gran moda e di rapidissima diffusione ultimamente anche le cosidette "attivazioni". Nuovamente un termine derivante con ogni probabilità dalla pratica del Reiki, nell'ambito del quale l'uso della parola "attivazione" è assolutamente corretto ed avviene di persona (mai a distanza) quando qualcuno decida di seguire un corso per avere Reiki. La pratica a distanza del Reiki esiste, ma solo per le sedute, non dunque per i corsi e può essere effettuata solo da chi detenga almeno il secondo livello. 
Queste fantomatiche "attivazioni" sono quanto di più curioso e, a mio avviso, truffaldino che qualcuno si sia inventato ultimamente, che siano in presenza o a distanza. In genere vengono associate a divinità o spiriti elementali et similia. Sono più di dodici anni che mi muovo nell'ambito spirituale/esoterico, ho seguito, conosciuto e lavorato con persone di indiscussa esperienza (e fama) riconosciute a livello internazionale e mai, davvero mai, ho sentito parlare di tali "attivazioni". 
L'attivazione per una Dea, per esempio, prevede che le nostre energie vengano armonizzate e messe in risonanza con quelle della divinità in questione. Il punto focale della faccenda, che fa cadere il castello di carte, è che le Dee sono in realtà archetipi, rappresentazioni mitiche di energie insite in noi, con le quali lavorare e armonizzarsi, certo, ma nessuno può farlo per noi con un qualche abracadabra, nè di persona nè tantomeno a distanza. 

Ecco la facile bugia, il servizio spiritual/olistico preconfezionato che tanto va di moda, che promette risultati senza muovere un dito. Queste cose, semplicemente, non esistono, sono truffe per spillare soldi a chi si vada a fidare di certi figuri, le cui competenze, studi, percorsi, titoli, esperienze provabili, sono pressochè nulle, o autodidatti, senza reale esperienza pregressa... ma si permettono di mettere le mani nelle sfera spirituale delle persone.
La dura realtà, invece, è che la così detta "attivazione", che andrebbe più correttamente chiamata "armonizzazione" è un lavoro assolutamente possibile da fare, ma personalmente, intimamente e direttamente con lunghe ore e giorni se non mesi (a seconda del lavoro) di studio, metidazione, ascolto interiore, accoglienza, comprensione e metabolizzazione delle energie che concorrono nel dato archetipo divino.

Certe pratiche, certe credenze, certi sentieri spirituali non sono per tutti: non esistono sempre vademecum rapidi per saltare le tappe, questo è un ambito che richiede tantissimo lavoro personale, periodico, senza mai una vera fine, non ci sono scorciatoie. 
La dura realtà è avere davanti tantissima strada. Ma nessuno è obbligato. 

Solo se veramente ve la sentite, buon cammino.